Angelo Brescianini

L’esperienza artistica di Angelo Brescianini (Palazzolo sull’Oglio, 1948) ha inizio alla fine degli anni Sessanta, quando nel 1968 partecipa alla Biennale di Padova con un’opera di carattere tipicamente informale.
Negli anni Settanta, lo spirito di infaticabile ricerca porta l’artista ad abbandonare la tela e i colori, per dedicarsi alla scultura. Sono sculture in legno astratte, che dalla metà degli anni Ottanta vengono dotate di meccanismi che ampliano le possibilità espressive legate alla forma: si tratta di opere d’arte cinetica, dove il movimento diviene elemento fondamentale. Il passaggio dalle sculture statiche a quelle dinamiche è dettato dalla necessità di realizzare opere in grado di comunicare in maniera diversa ad ogni nuovo sguardo dell’osservatore.
Un’ulteriore evoluzione di questo genere di realizzazioni, si verifica dal 1994-95 quando i dispositivi che conferiscono il movimento non saranno più azionati dall’osservatore: l’opera sarà dotata di un moto proprio, quasi come se prendessero vita.
Brescianini inizia dal 2001 a sperimentare nuove tecniche di esecuzione che porteranno alla creazione della serie “Espansioni”, costituita da uqdri realizzati sparando contro le superfici del supporto.
L’artista, infatti, è ossessionato dalla velocità, ma non vuole “rappresentare”, bensì vuole realizzare opere di getto, quasi immediate. L’obiettivo è di creare lavori che nascano con una rapidità pari a quella con cui l’idea giunge alla sua mente creativa. La soluzione a questo problema viene individuata nell’immediatezza con cui un proiettile colpisce il bersaglio.

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